Mondiale di Calcio

Aria di rivoluzione per Prandelli

prandelli

Cesare Prandelli alza la voce e risponde a Conte decidendo di mettere alla prova giocatori giovani in attacco e soprattutto si aggiudica, concedendo la fiducia a un gruppo di ragazzi, il diritto di poter scegliere il futuro dei propri giovani.

Un futuro che gli è stato proposto dal presidente federale Abete, uomo della grande intuizione, che conoscendo appieno il commissario tecnico di Orzinuovi ha capito come la soluzione che possa essere la migliore senza cercare Allegri o optare per Zaccheroni.

Secondo molti la soluzione dei rebus è cambiare la figura chiave: una figura nuova, una sorta di sovrintendenza dei beni culturali-calcistici italiani, il futuro dello sport nazionale.

Puntare forte e decisi per le selezioni giovanili azzurre.

Su questa proposta, Prandelli, uomo con vocazione per la didattica non ha potuto dire di no, così come dicono gli uomini a lui vicini.

Per nulla non entusiasmato dalla scarsa programmazione e dalla scarsa credibilità del Tottenham e tantomeno dall’ipotesi  CSKA Mosca che già non aveva convinto Roberto Di Matteo.
Parliamo di rivoluzione concettuale che permetterebbe a Prandelli, già all’apice di una scala gerarchica (di carattere tecnico) , di poter organizzare e modernizzare quel settore che già con Sacchi ha fatto passi da gigante in termini di organizzazione,mentalità, professionalità e determinazione.

Dal punto di vista calcistico nulla di nuovo, quello che conta è l’idea, la novità, la credibilità di un tecnico navigato, professionale come Prandelli, dote mai in discussione, forse davvero lì uomo giusto al posto giusto per questo ruolo trasversale, simile a quello intrapreso da ct. della Germania, che gli consentirebbe di tornare a calpestare l’erba dei campi in modo quasi quotidiano.

Il nuovo ruolo gli permetterebbe di evitare i riflettori e le pressioni dei club.

Ufficialità permettendo.

E Abete permettendo, che ora ne fa anche una questione economica perché il ritocco è ovviamente d’obbligo.

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